martedì 11 febbraio 2014

Fiaccolata e concerto per il Giorno del Ricordo

Ancora una volta l'appello di Trieste Pro Patria ha trovato entusiasmante risposta... circa 250 persone si sono unite a noi nel percorso del ricordo, che ha toccato vari luoghi simbolo della storia triestina del novecento. Partendo da piazza Sant'Antonio, con nella mente i caduti della 1953, il corteo si è snodato silenzioso ed ordinato, illuminato dalle fiaccole e scandito dall'incedere del tamburo. Attraverso corso Italia abbiamo raggiunto l'incrocio con via Imbriani, dove ci siamo fermati a ricordare i manifestanti uccisi il 5 maggio 1945 dalle truppe di Tito; il nostro trombettiere ha solennizzato il momento nel migliore dei modi, suonando il silenzio. 
Il corteo si è poi infilato sotto la scala dei giganti entrando nella galleria Sandrinelli, nella quale i nomi d'Istria, Fiume e Dalmazia sono risuonati perentori e potenti. Sul colle di San Giusto la manifestazione ha raggiunto il momento più toccante, quando una delegazione ha salito il Viale intitolato ai martiri delle foibe ed ha solennemente deposto una corona sul monumento. Dall'alto del poggio le note del silenzio sono ancora salite al cielo, sopra il corteo immobile in rispettoso silenzio, i tricolori, i vessilli delle terre perdute, le fiaccole che ancora ardevano, assieme ai cuori di tanta gente commossa.
La manifestazione si è quindi conclusa sul piazzale di San Giusto, con tutti i manifestanti schierati sulla spianata del colle, davanti al monumento al caduti della Grande Guerra, sotto un fumo tricolore che saliva al cielo.
La nostra è stata una semplice manifestazione commemorativa, che si proponeva l'intento di dimostrare come tanti italiani di Trieste siano ancora vicini e solidali alle genti giuliane e dalmate, pur in mezzo a tanto qualunquismo antinazionale, pur di fronte a tanti goffi tentativi di sminuire o giustificare questa triste pagina di storia.
Va però ricordato che la più importante funzione del Giorno del Ricordo deve realizzarsi soprattutto a livello nazionale, laddove per decenni la cosiddetta “congiura del silenzio” ha spinto gran parte del popolo italiano verso una devastante ignoranza sulle vicende del confine orientale. Ed è proprio questa la missione di chi vuol alimentare il ricordo di questa vicenda: informare e tramandare, senza paure, condizionamenti né reticenze, son obiettività e correttezza. Perchè un popolo senza memoria è un popolo che vaga nel buio, perchè senza la consapevolezza del proprio passato non può esserci un degno futuro.


    


    

    

La serata è poi proseguita con il concerto del gruppo genovese IANVA, che avevamo già presentato nella recente intervista. Davanti alla sala completamente gremita, i nostri graditi ospiti hanno confermato l'interesse verso la storia italiana con l'allestimento del palco, realizzata con l'aiuto della Federazione Arditi di Trieste, che evocava la Grande Guerra, l'arditismo, l'impresa fiumana di D'Annunzio.



Le canzoni, spesso piuttosto sofisticate ed impegnate nel raccontare episodi scomodi e trascurati della storia italiana, sono state interpretate in maniera teatrale e spesso struggente dalle voci Mercy e Stefania e dagli altri 7 musicisti del gruppo; particolarmente intensa e toccante è stata l'esecuzione di Luisa Ferida, che racconta la storia della celebre attrice uccisa dai partigiani il 30 aprile del '45, o di Dov'eri tu quel giorno, sul tragico 8 settembre del '43. Diversi anche i riferimenti alla Fiume di D'Annunzio, che ha ispirato agli IANVA un intero album (Disobbedisco), attraverso brani come Muri d'assenzio, Di nuovo in armi, Vittoria mutilata, Tango della menade, Fuoco a Fiume. La canzone più sentita, vista la ricorrenza, è stata ovviamente Bora, che parla di Trieste, di foibe, di esodo istriano.
Un sincero ringraziamento va dunque agli IANVA, per aver accettato con entusiasmo il nostro invito e per aver reso solenne ed emozionante una ricorrenza per noi molto importante.
E' stata una serata (e per molti una nottata) davvero eccezionale ed indimenticabile, perchè la goliardia, il divertimento, l'entusiasmo e la condivisione di ore ed ore di fatica e sforzi organizzativi non potevano che rafforzare ulteriormente il nostro gruppo di militanti ed avvicinarne di nuovi. L'ottima riuscita del nostro Giorno del Ricordo ci dà ancor più forza per affrontare le gravi battaglie che ci attendono nel presente e che continueranno nel futuro. Per Trieste, per la nostra gente, per la Patria.